14
agosto
2018
Esagon Weekly
Le principali news della settimana selezionate da Conto Esagon
Data
14 agosto 2018
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La notizia della settimana
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Focus: occhi puntati sulla Lira turca

Settimana difficile per la Turchia, in un solo giorno di scambi, La Lira turca ha perso circa il 10% contro il dollaro e il rendimento delle obbligazioni governative decennali è andato sopra il 20%. I timori per la fragilità delle condizioni dell’economia del Paese si fanno sentire. Il tentativo del Presidente Erdogan di rassicurare i mercati, dichiarando che la svalutazione della valuta è una sorta di “complotto organizzato da forze straniere”, ha indebolito ulteriormente la situazione. Lunedi mattina il Ministro delle Finanze ha annunciato misure per fornire alle banche del Paese la liquidità necessaria, senza però specificarne i dettagli. Il tutto risulta molto fumoso.

Intanto Trump

A peggiorare ulteriormente le cose ci ha pensato Trump. Gli Stati Uniti aumenteranno i dazi sull’acciaio e sull’alluminio proveniente dalla Turchia, rispettivamente del 50% e del 20%. “Le nostre relazioni diplomatiche con la Turchia non sono buone in questo momento!” ha sentenziato il numero uno della Casa Bianca. Gli investitori a questo punto temono il contagio della crisi turca ad altri mercati emergenti, e hanno iniziato a mettere sotto pressione anche le valute di Sudafrica, Brasile e Messico.

I mercati rimangono in attesa

In questo clima di avversione al rischio la reazione dei mercati azionari è stata abbastanza composta. L’indice S&P 500 nella settimana ha perso solo lo 0.25%, l’MSCI Europe lo 0.89%, il FTSE MIB il 2.3% (uno dei mercati peggiori), mentre l’MSCI Emerging e l’MSCI China sono addirittura cresciuti rispettivamente dell’1.1% e dell’1.8%. A soffrire la scorsa settimana sono state in modo particolare le banche europee. L’indice EURO STOXX Banks ha lasciato sul campo circa il 3.7% a causa delle voci di monitoraggio della Banca Centrale Europea sull’esposizione di alcune banche europee nei confronti della Turchia (BBVA, BNP Paribas e Unicredit).

Petrolio in calo, bene oro e rame

Nelle commodities si sono registrati segni alterni. Il petrolio in ribasso dell’1.9%. Il prezzo del barile è ora scambiato a USD 72,07. L’oro in lieve aumento, +0.4% a USD 1,212 e il rame in salita dell’1.4% raggiunge quota USD 6,225.

Occhi puntati sulla Turchia

Anche questa settimana i riflettori saranno puntati sulla Turchia. Si aspettano sviluppi. I dati da monitorare saranno quelli dell’OPEC con il monthly oil market report. Dalla Cina arriveranno i risultati sul China retail sales and industrial output, un indicatore interessante per capire lo stato di salute dell’economia del Paese. Dagli Stati Uniti invece si attenderanno informazioni dall’U.S. retail sales e industrial production e dall’University of Michigan Survey of Consumers.

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