12
giugno
2020
Esagon Weekly
Le principali news della settimana selezionate da Conto Esagon
Data
12 giugno 2020
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La notizia della settimana
Bandiere Europa

Focus: le previsioni dell’Ocse sull’economia

L’Economic Outlook dell’Ocse non lascia interpretazioni: la pandemia del Covid-19 ha causato una crisi sanitaria globale senza precedenti. Sta causando enormi danni alla salute, al lavoro e al benessere delle persone ed è la più grave recessione economica da quasi un secolo a questa parte.

I numeri purtroppo parlano chiaro. L’economia mondiale ha accusato un durissimo colpo. L’Ocse prevede nello scenario migliore una contrazione del 6% nel 2020 e del 7,6% nel caso di una seconda ondata del virus.

A pagare il prezzo più alto sarà senza dubbio l’Europa. In Spagna si prevede un calo del Pil tra l’11,1% e il 14,4%. Per la Francia il crollo raggiungerà il 14,1% nello scenario peggiore e l’11,4% in quello migliore. Le previsioni per il Regno Unito indicano rispettivamente -14% e -11,5%. La Germania invece dovrebbe essere lo stato che conterrà maggiormente le perdite attestandosi in una forchetta che varia dal -8,8% al -6,6%.

In Italia, infine, la riduzione del Pil dovrebbe oscillare tra -11,3% e -14%, nel caso di una seconda ondata del Covid-19 in autunno. Il debito pubblico dovrebbe passare dal 134,2% del 2019 al 158,2% del 2020, per poi riscendere al 152,2% del 2021.

Nel caso di una seconda ondata di pandemia si toccherebbe la quota record del 169,9% per il 2020 con un abbassamento al 165,5% nel 2021.

Oltre ai rischi di breve termine legati alla crisi pandemica, la principale preoccupazione riguarda la forza e la durata della ripresa. In Italia è il settore del turismo a correre maggiori rischi. Con una crisi prolungata e l’ipotesi dello scenario a “doppio impatto pandemico” si rischia un collasso irreversibile per le imprese del turismo.

La strada verso la ripresa economica rimane purtroppo altamente incerta e vulnerabile per il nostro Paese. Nel 2021 secondo le previsioni più ottimistiche si prevede un recupero del Pil del 7,7%.

Da tenere sotto controllo anche il peggioramento del mercato del lavoro. Il tasso di disoccupazione sarà in crescita, passando dall’8,5% registrato nel primo trimestre al 9,7% previsto entro fine anno.

Le misure di lockdown hanno consentito di rallentare la diffusione del virus e di ridurre il numero di morti, ma hanno anche congelato l’attività commerciale in molti settori, ampliato le disuguaglianze, interrotto l’istruzione e minato la fiducia nel futuro. Ora la partita da vincere è proprio quella di far ripartire nel modo migliore l’economia.

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