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Data
28 maggio 2019
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La notizia della settimana
La reazione dei mercati post elezioni europee

Focus: la reazione dei mercati alle elezioni europee

Le tanto attese elezioni europee sono arrivate ed ora si dovranno stabilire nuovi equilibri politici pronti a influenzare le decisioni di Bruxelles. Molti saranno i cambiamenti, ma la tenuta delle forze eurocentriche su quelle euroscettiche ha limitato in parte i fattori di incertezza.
Com’era prevedibile, i partiti populisti di estrema destra hanno ottenuto buoni risultati, ma non sono riusciti ad ottenere la maggioranza in parlamento. I verdi hanno anche vinto più seggi.
Al momento i risultati elettorali hanno avuto un impatto limitato sui mercati, ma potrebbero rappresentare dei segnali importanti di ciò che vuole veramente l’Europa che resta in attesa di riforme in grado di muovere l’economia e incoraggiare la crescita. Un dato di fatto è che tra le varie coalizioni non compare ancora un pensiero comune e condiviso. Ed è questo a preoccupare maggiormente gli investitori.

Cosa ne sarà del Regno Unito

La grande incognita è rappresentata ancora una volta dal Regno Unito che, per i continui ritardi nella Brexit, è comunque andato alle urne per eleggere i deputati al Parlamento europeo, anche se nessuno sa per quanto si siederanno effettivamente a Strasburgo.
Il partito che ha promesso una Brexit con il "no deal" ha trionfato. Il Brexit Party di Nigel Farage, infatti, ha incassato il favore della maggioranza degli inglesi. Per i Tories, invece, è stato il peggior risultato di sempre e la vittoria di Farage a queste europee spingerà probabilmente i conservatori ad eleggere un ultra brexitiano come Boris Johnson quale successore della Premier dimissionaria Theresa May. 

E in Italia cosa accadrà?

Se le preoccupazioni a livello europeo sono tutto sommato poche, a livello nazionale ve ne sono tante. La vincita schiacciante della Lega sui 5 Stelle ridisegnerà gli equilibri politici nella coalizione di Governo, facendo nascere il sospetto di una possibile crisi di Governo e di elezioni anticipate, con una destra che potrebbe ambire alla maggioranza assoluta. La maggiore preoccupazione degli investitori è il fatto che a breve dovremmo ricevere una lettera di richiamo al nostro Paese. Una lettera che, sostanzialmente, chiederà dei chiarimenti sul nuovo aumento del debito pubblico che, tra il 2017 e il 2018 è passato dal 131,4% al 132,2% del Pil con le più recenti previsioni economiche pubblicate da Bruxelles che rilevano un quadro decisamente preoccupante per l’Italia, stritolata da un enorme debito pubblico che ne minaccia il rilancio.
L’Italia, infatti, vede la sua crescita ferma allo 0,1%, in calo rispetto allo 0,2% rilevato lo scorso febbraio, posizionandosi in fondo alla classifica europea. Il debito pubblico, invece, crescerà del 2,5% sulla base del Pil per il 2019 e per il 2020 la previsione è del 3,5%.

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