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Data
02 aprile 2019
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La notizia della settimana
L’economia italiana: tra scetticismo e bocciature

Focus: l’economia italiana: tra scetticismo e bocciature

Le notizie degli ultimi giorni per le prospettive economiche del nostro Paese non sono sicuramente esaltanti. Il primo feedback è arrivato a metà della scorsa settimana da Confindustria, che ha dichiarato che l’Italia potrebbe essere a rischio recessione.
Per quest’anno l’economia italiana non crescerà come si era sperato e solo per il 2020 si inizia a intravedere qualche segnale positivo (+0,4%). I dati rilevati dal Centro Studi Confindustria non lasciano spazio a dubbi e mostrano al ribasso le stime della crescita del Pil che lo scorso ottobre si attestavano sullo 0,9%.
La domanda interna è piuttosto ferma e una spinta all’economia potrebbe arrivare solo grazie ad un aumento della domanda estera.
Secondo Confindustria, la principale causa di questo momento di stasi è una manovra di bilancio poco orientata alla crescita proprio adesso che l’Italia dovrebbe impegnarsi al massimo per evitare di superare il 3% nel rapporto deficit-Pil. Il superamento di tale soglia, infatti, sarebbe un segnale molto negativo per i mercati.

Anche Bankitalia è scettica sui conti italiani

Anche Bankitalia conferma le previsioni delineate da Confindustria.   necessario adottare misure per contrastare la povertà e il rallentamento dell'economia, creando posti di lavoro stabili" così il Governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, si è espresso parlando dell’economia italiana.
Nel nostro Paese, come in altre economie avanzate, sono necessari interventi in grado di contrastare più efficacemente il rallentamento economico. Secondo la banca centrale italiana è fondamentale assicurare la stabilità finanziaria con una strategia chiara e credibile per ridurre, nel medio termine, il peso del debito pubblico sulla nostra economia.
Il Paese al momento vive una fase di incertezza dovuta all’attuale situazione geopolitica che va a ripercuotersi sugli scambi internazionali e sulla propensione agli investimenti, dipingendo un quadro economico che nell'ultimo anno appare meno positivo delle previsioni del passato.

La bocciatura dell’OCSE

Risale solamente a ieri l’ultima bocciatura dell’economia italiana. Questa volta le critiche sono arrivate dall’Ocse, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, che afferma che l’Italia è in una fase di stallo.
Le stime aggiornate dell'Ocse contenute nel Rapporto sull'Italia, parlano chiaro: "La politica di bilancio espansiva e una debole crescita faranno lievitare il disavanzo delle finanze pubbliche, che passerà dal 2,1% del Pil nel 2018 al 2,5% nel 2019. Il tasso di disoccupazione crescerà al 12% dal 10,6% del 2018 e nel 2020 salirà ancora al 12,1%."
Nelle conclusioni del report l'Ocse propone all’Italia di mettere in atto un pacchetto di riforme completo volto ad aumentare la produttività e la crescita dell'occupazione. La chiave di volta potrebbe essere un pacchetto di riforme pluriennali volte ad una crescita solida e inclusiva.

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