14
maggio
2021
Esagon Weekly
Le principali news della settimana selezionate da Conto Esagon
Data
14 maggio 2021
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La notizia della settimana
Inflazione USA, campanello d'allarme

Focus: Inflazione USA, campanello d'allarme

A mettere in allarme i mercati finanziari è stato il dato sull’inflazione negli Stati Uniti del mese di aprile. I prezzi al consumo sono aumentati dello 0,8% rispetto a marzo e su base annuale, il dato generale ha messo a segno un incremento del +4,2%, il più alto dal settembre 2008.

Il risultato è sensibilmente superiore alle attese, ma i mercati finanziari temono che tutto questo possa costringere la banca centrale a diminuire gli stimoli all'economia che sta attualmente mettendo in atto.

L’inflazione indica un aumento generalizzato del livello dei prezzi e questi ultimi sono la quantità di moneta a cui vengono scambiati beni e servizi. Le banche centrali possono intervenire per regolare la disponibilità di moneta attraverso diverse leve fra cui il sistema dei tassi di interesse. Alzando i tassi di interesse la moneta si riduce e di conseguenza si frena l’inflazione.

Se tutto questo sembra corretto a livello teorico, in pratica l’economia reale non sembra ancora pronta. Intervenendo ora sui tassi di interesse si rischierebbe di frenare la crescita dell’economia perché tanta moneta in circolazione significherebbe anche avere prestiti a buon mercato per fare acquisti e spingere i consumi e/o per fare investimenti e aumentare la produzione.

L’economia globale è evidentemente troppo debole al momento e necessita ancora di un enorme sostegno dalle banche centrali per potersi così riprendere dagli effetti devastanti della recente pandemia.

La Banca centrale americana pensa che si tratti di incrementi dei prezzi temporanei. Richard Clarida, vicepresidente della Federal Reserve, si è detto infatti sorpreso dal dato e si aspetta che l’inflazione ritorni al 2% in linea con le previsioni fatte sul lungo periodo. La Fed dunque ha intenzione di mantenere per il momento invariato l’attuale programma di acquisto di bond, a sostegno della ripresa, fino a quando l’economia non avrà registrato una crescita più significativa.

La notizia dell’impennata dell’inflazione ha avuto immediate ripercussioni sui mercati finanziari che sono stati travolti da segni negativi. Il Dow Jones ha registrato la peggiore seduta da gennaio, in calo di 681,50 punti (-1,99%), lo S&P 500 ha perso il 2,14% e il Nasdaq ha chiuso con un ribasso di 357,75 punti (-2,67%).

Questa turbolenza si è percepita anche in Europa e per quanto riguarda il nostro Paese, un primo effetto lo si è visto sul rendimento del Btp decennale che è salito all’1,02%, ai massimi dal settembre del 2020. 

 

 

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