24
gennaio
2020
Esagon Weekly
Le principali news della settimana selezionate da Conto Esagon
Data
24 gennaio 2020
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La notizia della settimana
Greta vs Trump la grande sfida sul clima

Focus: Greta vs Trump, la grande sfida sul clima

A Davos al World Economic Forum in programma questa settimana gli occhi erano puntati sul “big match” che ha visto contrapposti la paladina dell’ambiente, Greta Thunberg, e il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Due visioni del mondo opposte: la prima mette in guardia sui pericoli dovuti al cambiamento climatico e l’altra che sminuisce il problema definendo gli ambientalisti come dei profeti di sventura.

Greta Thunberg è la capofila di un movimento sempre più importante che inizia ad essere ascoltato dai “grandi”, creando una consapevolezza popolare sul tema ambientale.

I messaggi di Greta sono forti e preannunciano un futuro cupo per il mondo nel caso in cui fin da ora non si pongano in atto delle iniziative concrete per la salvaguardia dell’ambiente.

Greta spiega che “Sono rimasti pochi anni per agire e ora c’è una probabilità del 67% di mantenere l’aumento la temperatura globale al di sotto dell'1,5%. Con i livelli di emissione odierni, il budget rimanente sparirà in meno di otto anni. Queste non sono le opinioni di nessuno, questa è scienza! Ho ripetuto questi numeri in quasi tutti i discorsi degli ultimi 18 mesi. Voi non ne volete sapere niente di questi dati, ma io continuerò a ripeterli finché non li ascolterete".

Donald Trump è invece di una cultura totalmente opposta. Al World Economic Forum si è presentato affermando i suoi successi di politica internazionale con gli accordi commerciali siglati con Cina, Messico e Canada e nascondendo le preoccupazioni per il processo di impeachment intrapreso in questi stessi giorni nei suoi confronti.

"Sono orgoglioso di dire che gli Stati Uniti sono sbocciati. Abbiamo realizzato cose che il mondo non ha mai visto prima. L'America prospera e vince come mai prima d'ora. Dobbiamo respingere i profeti perenni di sventura e le loro previsioni sull'apocalisse”. Ciò nonostante il Presidente americano ha dichiarato di avere a cuore il cambiamento climatico annunciando di aver stanziato un’attività di riforestazione di ben 1 miliardo di alberi da piantare negli Stati Uniti.

È interessante sapere che da una ricerca presentata al World Economic Forum emerge che metà del Pil mondiale dipende in un modo o nell’altro dalla natura. E se le nostre aziende continueranno a provocare danni all’ecosistema e alla biodiversità come stanno facendo adesso, la previsione è che potremo avere una perdita in valore economico di ben 44mila miliardi di dollari. Un danno che potrebbe essere letale per l’economia mondiale.

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