17
luglio
2020
Esagon Weekly
Le principali news della settimana selezionate da Conto Esagon
Data
17 luglio 2020
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La notizia della settimana
Per L'economia una guarigione molto lenta

Focus: per l’economia una guarigione molto lenta

Secondo le ultime stime l’economia italiana ritornerà ai livelli pre-Covid solo nel 2025. Anche se per Europa, Cina e Stati Uniti il punto di minimo del ciclo economico è stato superato, la ripresa globale sarà lenta e tortuosa. Nel nostro Paese la rilevante politica fiscale che è stata approntata seppur tempestiva non sarà sufficiente per riavviare in modo deciso i consumi e gli investimenti nel breve periodo.

Questa nuova normalità di convivenza con il virus vede il nostro sistema Paese in ginocchio, e fa registrare una recessione nel secondo trimestre di portata storica: - 12,9%. Gli ultimi rapporti di previsione prevedono che il 2020 si chiuderà con una contrazione del PIL del -10,1% cui seguirà un rimbalzo nel 2021 del +5,9% atteso in conseguenza del graduale ritorno a livelli di normalità di tutte le attività economiche, tra cui settori attualmente in sofferenza come il turismo e l’intrattenimento. Il rapporto deficit/PIL si assesterà all’11% e il debito/PIL sfiorerà il 159%.

I nuovi stimoli offerti dalla politica fiscale in questo momento, non sembrerebbero portare gli effetti sperati dal Governo. La grande incertezza che stanno vivendo i cittadini italiani si riflette in una contrazione dei consumi e degli investimenti a fronte di un forte aumento delle disponibilità di liquidità da parte delle famiglie e delle imprese. I dati evidenziano come la popolazione stia cercando di essere il più prudente possibile nei consumi e preparata economicamente ad affrontare un potenziale periodo di crisi che potrebbe manifestarsi già dal prossimo autunno.

I consumi delle famiglie italiane nei mesi del lockdown sono crollati del -7,3%. Si è osservato solo un timido segnale di recupero nel mese di maggio per quanto riguarda le vendite al dettaglio e il dato delle nuove immatricolazioni di autovetture.

Le aziende d’altro canto sono state colpite da una vera e propria paralisi degli investimenti nel 2020.

A incidere sulle aziende sono stati ingenti problemi di liquidità, stock elevati di prodotti finiti invenduti: gli imprenditori come le famiglie italiane hanno fronteggiato coraggiosamente una crisi senza precedenti e non hanno avuto la necessaria serenità per rimettersi ulteriormente in gioco investendo sulle loro attività. Si stima che la crisi scaturita dal virus pandemico SARS-CoV-2 limiterà grandemente gli investimenti produttivi in Italia per almeno i prossimi due anni.

Nel quadro attuale, tra incertezze e preoccupazioni, l’ipotesi più accreditata è dunque quella di un’effettiva ripresa dell’economia italiana a livelli pre-Covid solo a partire del 2025.

A livello globale la pandemia ha un impatto significativo e la percezione della crisi non si scosta molto da quella che si vive in Italia. Per il 2020 si stima infatti che il PIL mondiale crollerà del 5,2% e il commercio internazionale mostrerà un rallentamento del 14,4%.

Per quanto riguarda l’Europa a destare preoccupazione è il tasso occupazionale. Al momento un numero elevato di lavoratori risulta formalmente occupato grazie agli interventi di sostegno dei programmi governativi, ma nei prossimi mesi si prevede una forte caduta dei livelli di occupazione. Sotto questo profilo si stima un recupero a partire dal 2024, pur considerando il rischio che il problema disoccupazione diventi strutturale per alcuni settori di difficile ripresa.

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