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Data
07 giugno 2019
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La notizia della settimana
L'Europa bacchetta l'Italia

Focus: l'Europa bacchetta l'Italia

Come previsto, la Commissione Europea ha proposto una procedura d’infrazione per debito eccessivo contro l’Italia. I commissari europei hanno presentato un dossier di 23 pagine con un’analisi nei minimi dettagli della situazione italiana e la cosa preoccupante sembra non sia soltanto l’andamento del debito, ma anche le scelte controverse adottate dal Governo Conte.

Attualmente il dossier resta nelle mani dei governi europei in attesa che esprimano un parere per decretare l’apertura dell’iter ufficiale d’infrazione.

Moscovici, commissario Ue per gli affari economici e monetari, dal canto suo ha dichiarato che la sua porta rimane aperta per trovare una soluzione. Rimangono ancora dei giorni per mediare affinché l’Italia torni nella giusta carreggiata.

Più dura, invece, la posizione del vicepresidente della Commissione Europea, Valdis Dombrovskis, che ha dichiarato: "L'Italia deve riconsiderare la sua traiettoria di bilancio e metterla chiaramente su un percorso di discesa, perché il percorso attuale ha creato danni all'Italia: la crescita va giù, gli interessi sul debito salgono e c'è un impatto negativo sugli investimenti".

Dito puntato su Quota 100

La Commissione si è dimostrata particolarmente contraria alla decisione italiana di Quota 100. Reputandola una riforma in grado di annullare gli effetti positivi degli interventi del passato e indebolire la sostenibilità a lungo termine delle finanze.

Di parere contrario invece i due vicepremier italiani in difesa della riforma. Salvini, fermo su questo provvedimento, dichiara: “Quota 100 non si tocca, anzi l'obiettivo è quota 41: in pensione dopo 41 anni di fabbrica”. Mentre Di Maio rimane sulle difensive dando la colpa ai Governi precedenti: “L'infrazione è per debiti fatti dal Pd. Saremo responsabili, ma quota 100 non si tocca”. Intanto, durante un viaggio istituzionale in Vietnam, il Premier Giuseppe Conte assicura che farà il possibile per evitare la procedura europea e anche il Ministro Tria è fiducioso: “Ora si apre un dialogo costruttivo con l’Ue”.

Il dubbio però rimane e anche i dati nel dossier non sono confortanti. Di fatto il divario fra gli impegni di riduzione del debito pubblico e gli obiettivi reali raggiunti o da raggiungere è impressionante.  Il gap stimato è del 5,8% del PIL nel 2016, del 6,7% nel 2017, del 7,6% nel 2018, del 9% nel 2019, e infine del 9,2% sempre del PIL nel 2020.  Negli anni il Governo italiano promette da sempre una riduzione del debito, ma nella sostanza non ha mai mantenuto la parola data.

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