25
ottobre
2019
Esagon Weekly
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Data
25 ottobre 2019
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La notizia della settimana
Brexit regna il caos

Focus: Brexit, regna il caos

Dopo aver brindato meno di una settimana fa per il raggiunto accordo sulla Brexit, tra i parlamentari britannici regna ancora l’indecisione. È molto probabile che la data del 31 ottobre, giorno stabilito per l’uscita della Gran Bretagna dall’Europa, sia ormai impossibile.

Infatti, se da un lato il 22 ottobre la Camera dei Comuni, con 329 voti favorevoli e 299 contrari, ha approvato i principi dell’accordo di Brexit sottoscritto dal Governo e dalla Commissione europea, dall’altro ha bocciato il processo di completamento dell’iter accelerato che aveva proposto Boris Johnson per chiudere l’accordo entro fine mese.

Ad oggi sembrerebbe evidente che un ennesimo rinvio farà slittare il divorzio dall’Europa di almeno 3 mesi.

È evidente la volontà di accettare questa scelta da parte della Conferenza dei presidenti del Parlamento europeo riunitasi questa settimana. Il presidente del Parlamento Europeo David Sassoli ha, infatti, invitato il numero uno del Consiglio europeo, Donald Tusk, ad accettare la richiesta di un'ulteriore proroga fino al 31 gennaio 2020, sottolineando che "Questa estensione consentirà al Regno Unito di chiarire la propria posizione e al Parlamento europeo di esercitare correttamente il proprio ruolo".

Certo è che la Brexit continuerà ad occupare il dibattito politico britannico ancora per molto tempo. Intanto i toni fra il Premier Boris Johnson ed il leader labourista Jeremy Corbyn rimangono accesi, come se ci si trovasse di fronte a una campagna elettorale. Se il Premier britannico, dal canto suo, non ha incassato bene la bocciatura in Parlamento accusando Corbyn di voler solo rimandare la Brexit e di puntare a "un secondo referendum per il 2020", il leader laburista ha subito replicato che il voto contrario era largamente prevedibile, visto che l'accordo negoziato con Bruxelles crea confini con l'Irlanda del Nord e apre le porte alla "deregulation" su lavoro, ambiente e sanità pubblica.

Al momento la situazione complessiva rimane complicata.
 

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